<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3398621552111401632</id><updated>2011-07-29T05:11:09.758+02:00</updated><category term='aforismi'/><category term='ospiti'/><category term='l&apos;angolo delle vignette'/><category term='narrazioni'/><category term='curiosità'/><title type='text'>Le avventure di Paul Sawyer</title><subtitle type='html'>di Mark Wain</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://markwain.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Mark Wain</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17247291111717241626</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sb6RZpxRLGI/AAAAAAAAAAM/3ObGTinfDoE/S220/mark-twain.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>7</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3398621552111401632.post-285987770170527833</id><published>2010-03-18T15:16:00.005+01:00</published><updated>2010-03-18T15:26:55.681+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrazioni'/><title type='text'>NARRAZIONI</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;LA BALLATA&lt;/b&gt;&lt;b&gt; DI KLAUS&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Lo stavo fissando dalla partenza. Non riuscivo a farne a meno. Aveva un volto troppo familiare. Appena fuori si fece più buio e prima che si accendessero le luci interne del vagone, nella penombra, trovai il coraggio per parlargli. "Mi scusi", iniziai con voce bassa e tremolante, "non vorrei disturbarla, ma ho l'impressione di conoscerla...". I suoi giovani occhi azzurri incontrarono i miei vecchi occhi azzurri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Come avevo fatto a non riconoscerlo? Avrò visto il suo viso centinaia di volte. Anche se solo in foto di dimensioni ridotte. Forse le pastiglie che prendo per rilassarmi quando viaggio in treno mi avevano un po’ confuso la mente. Era Lucas Dickens. Uno dei miei scrittori preferiti. Avevo letto tutti i suoi romanzi. Il suo sguardo serio, mai sorridente, un po’ impacciato, campeggiava in tutti i risvolti di copertina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Naturalmente Lucas Dickens non era il suo vero nome. Era stato soprannominato così dopo il grande successo del suo secondo libro "Il canto di Pasqua". Una rivisitazione in chiave moderna del racconto del Dickens originale. Da quando lo avevo letto non facevo che pensarci. Mi aveva folgorato. Immancabilmente ogni romanzo che leggevo veniva dalla mia mente paragonato a quello di Lucas. Facile dire chi ne uscisse vincitore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Parlammo per oltre un'ora. Scoprii che anche lui come me era un tipo piuttosto timido. Dopo iniziali titubanze, però, la conversazione fu spedita e interessante. Mi parlò dei suoi inizi. Di come, grazie alla sua incrollabile forza di volontà, aveva realizzato il suo sogno di adolescente di diventare un famoso e apprezzato scrittore. Ma anche dei momenti assai difficili in cui non si aveva la minima idea di cosa scrivere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Criticò quei romanzieri che lui definiva "da catena di montaggio". E' l'idea di una storia, diceva, che con la sua forza deve far sorgere l'impulso di scrivere e condividerla con altri. Non può essere la necessità di scrivere, magari per motivi economici, a far nascere le idee. Meglio abortire in questi casi ,concluse. Aveva parlato con molta enfasi. Il suo viso era arrossato dallo sforzo e dalla convinzione delle sue parole.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Maledette pillole. Proprio in quel momento dovevano fare effetto. Non riuscivo a tenere gli occhi aperti. Lucas stava ancora parlando. Vedevo le sue labbra che si muovevano ma non riuscivo a percepire alcun suono. Mi avrebbe considerato un gran maleducato. Ma proprio non riuscivo a rimanere attaccato al vagone e al mio dirimpettaio. Mi addormentai.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mi svegliai una mezz'oretta dopo. Il mio compagno di viaggio non c'era. Sul sedile di fronte al mio era rimasto solo il libro che stava leggendo prima che iniziassimo a parlare così piacevolmente. Peccato. Avrei voluto scusarmi il prima possibile del mio comportamento imperdonabile. Stavo per alzarmi per andare a fare un giro in corridoio e magari imbattermi in Lucas quando la porta dello scompartimento si aprì.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Entrarono due persone. Lui di carnagione olivastra ma occhi chiari, bassa statura. Sembrava mediorientale. Lei più giovane di lui e dall'aspetto anonimo. Non saprei descriverla in modo più preciso. Non appena si furono seduti presero improvvisamente a parlottare tra loro per almeno un'ora. Io presi il libro che Lucas aveva lasciato sul sedile e finsi di leggere. Non volevo pensassero che stessi ascoltando i loro discorsi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;In realtà stavo ascoltando eccome. La loro conversazione fu intensa ma interrotta più volte da varie chiamate al cellulare dell'uomo. Dal suo accento direi che avevo visto giusto. Parlava bene in italiano ma la cadenza era quella tipica degli arabi. Il suo nome iniziava con la K, almeno da quanto ero riuscito a capire. Che combinazione!! Anche il mio iniziava con la K! Ma forse nella sua lingua era una lettera più comune.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La storia del signor K era curiosa e in parte drammatica. In passato era stato un uomo ricco. Ma ora non lo era più. Si vantava con la sua compagna di viaggio di aver dedicato tutti i suoi averi materiali all'amore. Da quanto avevo capito intendeva dire che si era sposato ben cinque volte. Alle domande dell'anonima bionda aveva risposto dicendo che pensare troppo è sbagliato. I vecchi pensano. Perché non possono più agire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La parte drammatica consisteva nel fatto che era un esule politico. Faceva parte di una qualche organizzazione di resistenza che combatteva il regime che tiranneggiava il suo paese natale. Raccontò alla donna di come riuscì a fuggire dal carcere dove lo avevano rinchiuso per parecchi anni con l'accusa di sabotaggio e di come raggiunse l'Italia da cui, protetto dal governo, continuava a dirigere la resistenza interna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Improvvisamente, così come avevano iniziato, terminarono di conversare. Si alzarono e, silenziosamente, uscirono dallo scompartimento. Io posai il libro sul sedile di fronte e mi rilassai. Guardai fuori dal finestrino. Notai, con stupore, come all'esterno fosse tutto buio nonostante non fossimo in una galleria. Non una luce era visibile. Tutto era nero. Che strano! Maledette pillole....&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dovevo essermi di nuovo addormentato. Mi svegliò il cigolio della porta dello scompartimento che si apriva. Per qualche secondo rimasi intontito e con la vista annebbiata. Poi, dalla nebbia, piano piano, comparve un signore anziano. Decisamente più anziano di me. Ci mise molti secondi e molta fatica per entrare nello scompartimento, depositare la valigia di pelle nera sul portapacchi e sedersi sospirando rumorosamente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mi sorrise con cordialità. E subito prese a parlarmi come se fossimo amici di vecchia data. Mi disse di non farmi ingannare dalle apparenze. Che non era ridotto così male come sembrava. Era solo il cambiamento del tempo. Normalmente sembrava un ragazzino. Mi chiese qual era secondo me il suo segreto per rimanere così in forma. Senza aspettare la mia risposta abbassò la voce e disse: il riposo. Mi fece l'occhiolino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Sinceramente non mi sembrava così in forma come sosteneva. E non pensavo che il cambiamento del tempo c'entrasse qualcosa. Ma lui, imperterrito, continuò con foga la sua dissertazione. Senza darsi la pena di presentarsi e senza darmi il tempo di dire alcunché. Secondo lui il riposo, o meglio, l'inerzia, era l'unica scelta sensata. Il mondo esisteva da miliardi di anni, diceva. E sarebbe esistito ancora per chissà quanto tempo. Le nostre vite erano solamente delle formichine nello zoo del tempo. Delle nullità nell'universo. Perché tutti si affannavano fin dalla più giovane età a costruire qualcosa dalle loro vite quando queste cose erano destinate comunque a crollare poco tempo dopo essere state erette? Era solo una perdita di tempo. Una visione distorta del nostro ruolo nel mondo. Poi, come logica conclusione del suo discorso, si addormentò. Mi riaddormentai anch'io. Quando mi svegliai il treno era fermo in stazione. Il sole mattutino brillava al di là del finestrino. Finalmente ero arrivato. Mi alzai lentamente. Presi la valigia di pelle nera dal portapacchi e nella sua tasca esterna infilai il libro che raccolsi dal sedile di fronte. Scesi dal treno. Sospirai. Tutte le volte la stessa storia. Maledette pillole. Era il mio "canto". In replica eterna. La ballata di Klaus.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3398621552111401632-285987770170527833?l=markwain.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://markwain.blogspot.com/feeds/285987770170527833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2010/03/narrazioni.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/285987770170527833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/285987770170527833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2010/03/narrazioni.html' title='NARRAZIONI'/><author><name>Mark Wain</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17247291111717241626</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sb6RZpxRLGI/AAAAAAAAAAM/3ObGTinfDoE/S220/mark-twain.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3398621552111401632.post-2004946671985793646</id><published>2009-05-08T11:07:00.005+02:00</published><updated>2009-05-08T11:16:45.712+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='curiosità'/><title type='text'>CURIOSITA’</title><content type='html'>&lt;p&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;VITA PRESUNTA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;In un mio recente viaggio su di un’isola nei pressi della Nuova Zelanda mi sono imbattuto in un articolo di un giornale locale che mi ha interessato e divertito a tal punto che non posso esimermi dal condividerlo con voi.  A dire il vero non si trattava di un vero e proprio giornale come lo intendiamo noi occidentali bensì di una semplice raccolta di fogli (se non ricordo male non più di 5) tenuti insieme da una qualche sorta di filo ricavato da un non precisato frutto del luogo. Non penso, quindi, di aver commesso un grave peccato se, prima di lasciare il mio bungalow sulla spiaggia, ho sottratto questi fogli dal tavolino su cui erano stati posati per infilarli in valigia. Ma ora basta con le mie insulse spiegazioni da logorroico solitario. Ecco l’articolo:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;“Vita presunta&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Quante volte abbiamo letto di persone credute morte che, improvvisamente, ricompaiono tra la gioia e lo stupore (a volte anche il fastidio) dei propri cari? Tante volte che ormai non fa più notizia. Questa settimana, infatti, cari lettori, voglio parlarvi del caso del signor K.  &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Non sappiamo molto di tale signor K. Sappiamo che è nato un centinaio di anni fa in un paesino del nord Italia e che aveva 5 fratelli e almeno 1 sorella. Sappiamo che lavorava in uno studio legale e che non era sposato. Ma non siamo a conoscenza di particolari del suo carattere che, per esempio, ci permettano di capire quali fossero le sue idee politiche e religiose o i suoi gusti in fatto di letteratura.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Dal registro dell’albergo “4 seasons”  dei coniugi Winterbottom (che sicuramente tutti conoscevate) risulta che il nostro amico signor K. sia comparso sull’isola il 5 maggio 1951.  A quel tempo K. doveva avere circa una quarantina d’anni, se i nostri calcoli sono esatti. Da quel momento in poi abbiamo, su di lui, solo notizie indirette e frammentarie. Ed è solo grazie ad una di quelle coincidenze sospette, che però spesso accadono, se oggi io posso raccontarvi una storia almeno parzialmente compiuta: il classico ritrovamento di una scatola da scarpe colma di cartoline, lettere e foglietti di appunti e note, nascosta in una parete cava della stanza n.15 del “4 seasons”. Ritrovamento avvenuto durante i soliti lavori di ristrutturazione(installazione impianto aria condizionata).&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em&gt;Le date scritte a mano sulle cartoline e sulle lettere vanno dal 7 maggio 1951 al 18 ottobre 1980.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;“&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; 7 maggio 1951.  &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Un caro saluto a tutti! Sono arrivato sull’isola martedì. La sistemazione è buona. Il clima un po’ meno. Sudo come nonno Franco dopo due ore di lavori nell’orto. Prometto che la prossima volta scriverò una lunga lettera ma spero vi piaccia questa cartolina tutta azzurra! Baci       K.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Si firmava sempre K. Semplicemente.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Le cartoline e le lettere successive, a mano a mano che passano gli anni, sono sempre più generiche e, in un certo senso, fredde. Tutto quello che sappiamo del signor K. lo dobbiamo a questa corrispondenza.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;5 dicembre 1968.  Qui tutto bene. Sono sempre più impegnato col mio lavoro ma me la cavo bene. Tanti auguri alla mia amata sorellina! Buon compleanno!  Un abbraccio    K.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;“&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;9 febbraio 1975.  Un bacione a tutti! Spero anche voi stiate tutti bene!   K.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Mai nessun riferimento a fatti ben precisi o di attualità nemmeno nelle lunghe missive che i primi anni il signor K. scriveva con impegno. Inoltre non c’è mai nulla che paia una risposta a una cartolina ricevuta o comunque a notizie avute dai parenti dall’Italia. Qual è il motivo? Semplice e straordinario insieme. La risposta si trova in questo appunto non datato e rivolto a un certo Conny.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;“&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Caro Conny,&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;                        so che di te mi posso fidare ciecamente. Ci conosciamo da pochi mesi ma posso dire con certezza di aver trovato un amico su quest’isola. Ed è proprio di un amico fidato che ho bisogno per portare a termine il mio piano. Non ti allarmare. Non ho intenzione di chiederti aiuto per compiere gesti illegali o immorali. Per lo meno gesti illegali di sicuro no…sull’immoralità che dire? Chi di noi sa davvero cosa è morale e cosa no? Bè, io no di certo. Un detto dice che il fine giustifica i mezzi. Se così è realmente allora posso dirti che quello che vorrei tu facessi non solo è moralmente accettabile ma è anche doveroso. Ho nascosto una scatola da scarpe rossa e nera in un piccolo buco ricavato nel muro proprio sotto il quadro della nave dei pirati nella mia stanza dai Winterbottom. Lì troverai tutto il necessario per realizzare il favore che sto per chiederti. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Come sai sono arrivato sull’isola da pochi mesi. Quello che non sai è il vero motivo che mi ha spinto in questo angolo di mondo. Non è stato certo il lavoro di custode a spingermi a lasciare uno studio legale avviato e di successo in Italia. A spingermi fin qui è stata la paura di far soffrire la mia famiglia. Mi hanno dato un anno di vita. Non ho nemmeno ben capito quale sia la mia malattia…non che mi importi conoscerne il nome. Su su, non ti crucciare per me. Sono cose che capitano.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;L’unica cosa che mi rattrista è sapere che causerò sofferenza alle persone che mi vogliono bene (non molte a dire il vero, ma qualcuna c’è). Allora ho deciso di partire e di non tornare più a casa. Come si dice? Occhio non vede cuore non duole. Ho deciso di sposarmi a 46 anni. Di avere il mio primo e unico figlio a 48. E di morire a 86.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ho deciso di essere lo sceneggiatore e il regista della mia vita. Non è quello che dovrebbero fare tutti?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Nella scatola da scarpe ci sono una serie di cartoline e di lettere già datate e scritte di mio pugno. Ti prego di spedirle in ordine cronologico a mano a mano che passa il tempo. In questo modo contribuirai a farmi vivere. Sono sicuro che in questo momento stai pensando che sono pazzo. Forse hai ragione. O forse no. Forse sono un genio che ha trovato il modo per battere la morte. Chi lo sa. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;                                                                                       In Amicizia  K.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non sappiamo come mai Conny non abbia rispettato le ultime volontà di K. Forse non pensava che il piano del suo amico potesse avere successo (in effetti ci sono parecchi punti poco chiari) o forse se n’è semplicemente dimenticato.            &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;In ogni modo mi piace pensare che, grazie al nostro giornale, il signor K. abbia comunque raggiunto il suo scopo di continuare a vivere.                                         ALLA PROSSIMA SETTIMANA, CARI LETTORI “&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Purtroppo l’articolo non è firmato. Mi sarebbe piaciuto fare quattro chiacchiere con l’autore per fare luce su qualche punto rimasto oscuro. Quando è morto il signor K.? Che ne è stato del suo corpo? Nessuno si è mai fatto vivo per avere sue notizie? Che fine ha fatto Conny?                                     &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Ma forse è meglio non sapere tutto. Il mistero rende ogni cosa più affascinante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3398621552111401632-2004946671985793646?l=markwain.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://markwain.blogspot.com/feeds/2004946671985793646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2009/05/curiosita.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/2004946671985793646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/2004946671985793646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2009/05/curiosita.html' title='CURIOSITA’'/><author><name>Mark Wain</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17247291111717241626</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sb6RZpxRLGI/AAAAAAAAAAM/3ObGTinfDoE/S220/mark-twain.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3398621552111401632.post-2912735295416495501</id><published>2009-04-23T17:00:00.009+02:00</published><updated>2009-04-23T18:57:31.259+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ospiti'/><title type='text'>NARRAZIONI</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dopo innumerevoli sollecitazioni mi vedo costretto a pubblicare un post riparatore&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;Ringrazio &lt;a href="http://geaferraris.blogspot.com/"&gt;Gea&lt;/a&gt;, l'esperta in censura.&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CBeppe%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt; 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	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=""&gt;                &lt;/span&gt;&lt;st1:personname productid="LA GLENDA E" st="on"&gt;LA GLENDA E&lt;/st1:personname&gt; I &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;7&lt;/span&gt; &lt;i style=""&gt;6&lt;/i&gt; COSI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Abitavano tutti in una piccola casetta. La casetta si trovava fuori città in un quartiere per operai&lt;i style=""&gt;, ma nonostante questo era molto dignitosa e rispettosa delle norme antisismiche&lt;/i&gt;. &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Operai di ogni etnia e religione esistente&lt;/span&gt;. “Tutti”, attualmente, consisteva in: &lt;st1:personname productid="La Glenda" st="on"&gt;La Glenda&lt;/st1:personname&gt; e &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;7&lt;/span&gt; &lt;i style=""&gt;6 &lt;/i&gt;cosi. Coso, Cosone, Cosetto, Cosaccio, Cosino, Cosettino &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;e l’ultimo arrivato Koso. Koso era un coso alla pari rumeno. Aveva preso il posto di&lt;/span&gt; Cosu, il sardo, &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;che&lt;/span&gt; era andato in Romania a imparare la lingua locale e il lavoro di stupratore. Stavano stretti, è vero. Ma bisogna dire che se la spassavano alla grande.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;st1:personname productid="La Glenda" st="on"&gt;La Glenda&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; era una disegnatrice. Era la migliore sulla piazza e la più richiesta. Specializzata nel disegnare le bande nere che coprivano le oscenità nei giornali &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;soft porno&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt; comunisti (e quindi aveva molto lavoro)&lt;/i&gt;. Per il resto divideva il suo tempo tra la casetta e la chiesa &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;dove si divertiva a vomitare nei confessionali e a squirtare sulle ostie. Un modo per consacrarle diceva lei.&lt;/span&gt;Non mancava &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;però&lt;/span&gt; mai di andare alla messa di natale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per quanto riguarda i cosi, &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;tre&lt;/span&gt; &lt;i style=""&gt;tutti &lt;/i&gt;lavoravano &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;in un fast food, tre in un videonoleggio e uno era disoccupato&lt;/span&gt;. Inoltre &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;tre&lt;/span&gt; erano seriamente fidanzati&lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;, tre avevano una ragazza e uno era single. Ma non lo stesso che era disoccupato&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;st1:personname productid="La Glenda" st="on"&gt;La Glenda&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; li adorava tutti&lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;, chi più chi meno&lt;/span&gt;. E loro adoravano lei, &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;chi più chi meno&lt;/span&gt;. Anche tra di loro, i cosi, andavano d’accordo. &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Tranne rare eccezioni. Una di queste fu causata da un’iniziativa di Koso.&lt;/span&gt; I rumeni, come tutti i popoli arretrati, sono molto religiosi. &lt;i style=""&gt;&lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;K&lt;/span&gt;C&lt;/i&gt;oso aveva letto sul giornale una &lt;i style=""&gt;giusta &lt;/i&gt;dichiarazione del papa in relazione agli omosessuali e voleva ergersi a paladino della fede. Convinse, quindi, gli altri a &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;prendersela con&lt;/span&gt; &lt;i style=""&gt;aiutare a guarire&lt;/i&gt; &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Cosettino, il single e&lt;/span&gt; &lt;i&gt;un&lt;/i&gt; omosessuale &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;della casetta&lt;/span&gt;. Mesi dopo&lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;, Cosettino,&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt; il gay,&lt;/i&gt; che per settimane &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;aveva defecato schegge di legno&lt;/span&gt; &lt;i style=""&gt;era stato curato con grande amore e comprensione nonostante la sua indegna devianza sessuale&lt;/i&gt;, convinse gli altri a ubriacarsi e a turno investire con la macchina &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;il coso&lt;/span&gt; &lt;i style=""&gt;un &lt;/i&gt;rumeno. L’idea &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;gli era venuta guardando il telegiornale dell’ora di pranzo di una tv commerciale&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt; fu accolta con entusiasmo, perché la pulizia è importante. Inoltre ciò dimostrava che il gay era finalmente guarito dalle sue perversioni da femminuccia&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;st1:personname productid="La Glenda" st="on"&gt;La Glenda&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; li adorava tutti&lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;, chi più chi meno. Chi più. I suoi preferiti erano il grosso Cosone e il rude Cosaccio.&lt;/span&gt; Molto spesso, la sera, &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;gli altri cosi osservavano con invidia&lt;/span&gt; Cosone e Cosaccio &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;che&lt;/span&gt;, convocati da un fischio di &lt;st1:personname productid="La Glenda" st="on"&gt;La Glenda&lt;/st1:personname&gt;, entravano di corsa nella stanza di lei. Ne uscivano, di solito, dopo un paio di ore &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;e dopo parecchi umpft e tsk urlati da &lt;st1:personname productid="La Glenda" st="on"&gt;La Glenda&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;, &lt;i style=""&gt;felici per la bella partita a briscola&lt;/i&gt;. &lt;span style=""&gt;       &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;font-size:130%;" &gt;Quando i suoi due pupilli non erano disponibili&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;st1:personname productid="La Glenda" st="on"&gt;La Glenda&lt;/st1:personname&gt; &lt;i style=""&gt;non &lt;/i&gt;usciva &lt;i style=""&gt;mai &lt;/i&gt;di casa a notte fonda &lt;i&gt;poiché&lt;/i&gt; &lt;i&gt;il&lt;/i&gt; &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;e si recava al&lt;/span&gt; parco del quartiere&lt;i style=""&gt;, ospitando il&lt;/i&gt; Quartiere &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;di&lt;/span&gt; operai di ogni etnia e religione esistente, &lt;i style=""&gt;era molto pericoloso&lt;/i&gt;. &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Al parco, &lt;st1:personname productid="La Glenda" st="on"&gt;La Glenda&lt;/st1:personname&gt; parlava tra sé ad alta voce, lagnandosi di come fosse buio e del fatto di essere totalmente sola e indifesa nel caso&lt;/span&gt; una decina di maghrebini assatanati e superdotati &lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;avessero&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt; avrebbero certamente&lt;/i&gt; voluto abusare di lei.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Era sempre un piacere per lei tornare a casa &lt;/span&gt;&lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;font-size:130%;" &gt;la notte tremante e dolorante&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;. I &lt;/span&gt;&lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;font-size:130%;" &gt;7&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;i&gt;6&lt;/i&gt; cosi la aspettavano in pigiama davanti alla sua camera da letto. I &lt;/span&gt;&lt;span style="background: black none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;font-size:130%;" &gt;7&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;i style=""&gt; 6&lt;/i&gt; cosi si toglievano la cuffia da notte che erano soliti portare. &lt;st1:personname productid="La Glenda" st="on"&gt;La Glenda&lt;/st1:personname&gt; li baciava a uno a uno sulla testa. Buona notte cari. &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0.0001pt;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3398621552111401632-2912735295416495501?l=markwain.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://markwain.blogspot.com/feeds/2912735295416495501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2009/04/narrazioni_23.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/2912735295416495501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/2912735295416495501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2009/04/narrazioni_23.html' title='NARRAZIONI'/><author><name>Mark Wain</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17247291111717241626</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sb6RZpxRLGI/AAAAAAAAAAM/3ObGTinfDoE/S220/mark-twain.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3398621552111401632.post-8991664280885214873</id><published>2009-04-20T20:42:00.003+02:00</published><updated>2009-04-23T17:11:27.146+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrazioni'/><title type='text'>NARRAZIONI</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;LA GLENDA E I 7 COSI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Abitavano tutti in una piccola casetta. La casetta si trovava fuori città in un quartiere per operai. Operai di ogni etnia e religione esistente. “Tutti”, attualmente, consisteva in: La Glenda e 7 cosi. Coso, Cosone, Cosetto, Cosaccio, Cosino, Cosettino e l’ultimo arrivato Koso. Koso era un coso alla pari rumeno. Aveva preso il posto di Cosu, il sardo, che era andato in Romania a imparare la lingua locale e il lavoro di stupratore. Stavano stretti, è vero. Ma bisogna dire che se la spassavano alla grande.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La Glenda era una disegnatrice. Era la migliore sulla piazza e la più richiesta. Specializzata nel disegnare le bande nere che coprivano le oscenità nei giornali soft porno.Per il resto divideva il suo tempo tra la casetta e la chiesa dove si divertiva a vomitare nei confessionali e a squirtare sulle ostie. Un modo per consacrarle diceva lei.Non mancava però mai di andare alla messa di natale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per quanto riguarda i cosi, tre lavoravano in un fast food, tre in un videonoleggio e uno era disoccupato. Inoltre tre erano seriamente fidanzati, tre avevano una ragazza e uno era single. Ma non lo stesso che era disoccupato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La Glenda li adorava tutti, chi più chi meno. E loro adoravano lei, chi più chi meno. Anche tra di loro, i cosi, andavano d’accordo. Tranne rare eccezioni. Una di queste fu causata da un’iniziativa di Koso. I rumeni, come tutti i popoli arretrati, sono molto religiosi. Koso aveva letto sul giornale una dichiarazione del papa in relazione agli omosessuali e voleva ergersi a paladino della fede. Convinse, quindi, gli altri a prendersela con Cosettino, il single e omosessuale della casetta. Mesi dopo, Cosettino, che per settimane aveva defecato schegge di legno, convinse gli altri a ubriacarsi e a turno investire con la macchina il coso rumeno. L’idea gli era venuta guardando il telegiornale dell’ora di pranzo di una tv commerciale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La Glenda li adorava tutti, chi più chi meno. Chi più. I suoi preferiti erano il grosso Cosone e il rude Cosaccio. Molto spesso, la sera, gli altri cosi osservavano con invidia Cosone e Cosaccio che, convocati da un fischio di La Glenda, entravano di corsa nella stanza di lei. Ne uscivano, di solito, dopo un paio di ore e dopo parecchi umpft e tsk urlati da La Glenda. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quando i suoi due pupilli non erano disponibili La Glenda usciva di casa a notte fonda e si recava al parco del quartiere. Quartiere di operai di ogni etnia e religione esistente. Al parco, La Glenda parlava tra sé ad alta voce, lagnandosi di come fosse buio e del fatto di essere totalmente sola e indifesa nel caso una decina di maghrebini assatanati e superdotati avessero voluto abusare di lei.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Era sempre un piacere per lei tornare a casa la notte tremante e dolorante. I 7 cosi la aspettavano in pigiama davanti alla sua camera da letto. I 7 cosi si toglievano la cuffia da notte che erano soliti portare. La Glenda li baciava a uno a uno sulla testa. Buona notte cari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-family:MS Reference Sans Serif;font-size:78%;"&gt;Prossimamente nuove avventure…forse.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3398621552111401632-8991664280885214873?l=markwain.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://markwain.blogspot.com/feeds/8991664280885214873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2009/04/narrazioni.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/8991664280885214873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/8991664280885214873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2009/04/narrazioni.html' title='NARRAZIONI'/><author><name>Mark Wain</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17247291111717241626</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sb6RZpxRLGI/AAAAAAAAAAM/3ObGTinfDoE/S220/mark-twain.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3398621552111401632.post-7844785218913296810</id><published>2009-04-16T16:00:00.016+02:00</published><updated>2009-04-23T17:14:08.072+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ospiti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='l&apos;angolo delle vignette'/><title type='text'>L’ANGOLO DELLE VIGNETTE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sec8-H8qNFI/AAAAAAAAAIs/d15yAHgRoA0/s1600-h/terremotod%27abruzzo.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sec8-H8qNFI/AAAAAAAAAIs/d15yAHgRoA0/s320/terremotod%27abruzzo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325292122371929170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sec86Yiw3tI/AAAAAAAAAIk/ZYGIZKLZNcw/s1600-h/lasperanza%C3%A8l%27ultimaamorire.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 293px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sec86Yiw3tI/AAAAAAAAAIk/ZYGIZKLZNcw/s320/lasperanza%C3%A8l%27ultimaamorire.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325292058107240146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sec83e2cHaI/AAAAAAAAAIc/2m3l7VJwdkg/s1600-h/animaliepadroni.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sec83e2cHaI/AAAAAAAAAIc/2m3l7VJwdkg/s320/animaliepadroni.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325292008260771234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Ringrazio l'amica &lt;a href="http://geaferraris.blogspot.com/"&gt;Gea&lt;/a&gt; per le vignette, sperando siano le prime di una lunga serie e vi invito a visitare il suo splendido           &lt;a href="http://geaferraris.blogspot.com/"&gt;"LA FAVOLA BLU"!&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3398621552111401632-7844785218913296810?l=markwain.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://markwain.blogspot.com/feeds/7844785218913296810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2009/04/langolo-delle-vignette.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/7844785218913296810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/7844785218913296810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2009/04/langolo-delle-vignette.html' title='L’ANGOLO DELLE VIGNETTE'/><author><name>Mark Wain</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17247291111717241626</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sb6RZpxRLGI/AAAAAAAAAAM/3ObGTinfDoE/S220/mark-twain.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sec8-H8qNFI/AAAAAAAAAIs/d15yAHgRoA0/s72-c/terremotod%27abruzzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3398621552111401632.post-8393150110500645381</id><published>2009-03-23T15:52:00.003+01:00</published><updated>2009-04-23T17:13:35.193+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aforismi'/><title type='text'>AFORISMI</title><content type='html'>&lt;p&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Io non sono razzista. Odio tutti allo stesso modo”&lt;/span&gt;.&lt;/strong&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(O. Wilde) &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;S&lt;span style="font-size:130%;"&gt;e vuoi che una cosa sia fatta bene fattela da solo”&lt;/span&gt;.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;  &lt;/strong&gt;(G. D’Annunzio)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3398621552111401632-8393150110500645381?l=markwain.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://markwain.blogspot.com/feeds/8393150110500645381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2009/03/aforismi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/8393150110500645381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/8393150110500645381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2009/03/aforismi.html' title='AFORISMI'/><author><name>Mark Wain</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17247291111717241626</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sb6RZpxRLGI/AAAAAAAAAAM/3ObGTinfDoE/S220/mark-twain.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3398621552111401632.post-8187322801677636036</id><published>2009-03-18T14:05:00.009+01:00</published><updated>2009-04-23T17:15:26.014+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='curiosità'/><title type='text'>CURIOSITA'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/ScINMi7c9OI/AAAAAAAAAEQ/yEtGeSPqG2I/s1600-h/losangelestimes.png"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; 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&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:130%;"  &gt;La serata di ieri a Beverly Hills sarà ricordata a lungo. Mai si era vista una tale parata di star darsi appuntamento nello stesso luogo e alla stessa ora. Solo il Kodak theater e gli Academy awards riescono ogni anno in questa impresa. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:130%;"  &gt;L’occasione era l’inaugurazione dello “Shake”, un nuovo country restaurant pub al numero 69 di Sunset bv.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:130%;"  &gt;Come anfitrioni due grandi leggende del mondo dello spettacolo e dello sport:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:130%;"  &gt;Michael J. Fox e Cassius Clay.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:14;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CBeppe%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt; 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Forse il recente matrimonio della star della saga di “Ritorno al futuro”con l’ereditiera di casa Moriarty ha permesso al progetto di concretizzarsi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:130%;"  &gt;Diane Keaton, George Foreman, Clint Eastwood, Oliver Stone, Michel Gondry, Brad Pitt e Angelina Jolie, Tom Cruise e la moglie Katie Holmes, Sophia Loren e Roberto Benigni, David Letterman e Oprah Winfrey sono solo alcuni dei vip che hanno potuto gustare l’ottimo cibo e l’intima atmosfera del nuovo locale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:130%;"  &gt;L’ex campione del mondo di pugilato e l’attore e showman, davanti a un pubblico da far tremare le gambe, hanno dato prova della loro capacità di intrattenitori. L’uno alla chitarra e l’altro con la voce hanno sciorinato l’intero repertorio country music di John Denver, presente nel locale e piacevolmente divertito. Poi, dopo cena, hanno dimostrato le loro naturali e innate abilità. Piazzatisi dietro il bancone-bar hanno offerto a tutti i loro famosi amici ottimi cocktails e frullati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:130%;"  &gt;Niente da dire. Hanno la stoffa da baristi!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:130%;"  &gt;In conclusione promuoviamo a pieni voti lo “Shake” di Michael J. Fox e Cassius Clay. Chiunque voglia buon cibo e ottima musica si fermi al 69 di Sunset bv. Garantiamo noi.&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;”&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CBeppe%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:Georgia; 	panose-1:2 4 5 2 5 4 5 2 3 3; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:647 0 0 0 159 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Per la traduzione dall’inglese si ringrazia google translate.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Georgia;font-size:14;"  &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3398621552111401632-8187322801677636036?l=markwain.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://markwain.blogspot.com/feeds/8187322801677636036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2009/03/curiosita.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/8187322801677636036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3398621552111401632/posts/default/8187322801677636036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://markwain.blogspot.com/2009/03/curiosita.html' title='CURIOSITA&apos;'/><author><name>Mark Wain</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17247291111717241626</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='22' src='http://4.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/Sb6RZpxRLGI/AAAAAAAAAAM/3ObGTinfDoE/S220/mark-twain.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_wlq09pvGSW8/ScINMi7c9OI/AAAAAAAAAEQ/yEtGeSPqG2I/s72-c/losangelestimes.png' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry></feed>
